Zucchine ripiene alla bolognese

Zucchine alla bolognese
Dopo la preparazione della ricetta ritrovata da Colazione da Bianca per il brunch in Corte al Museo della Storia di Bologna, ecco un po’ di storia e curiosità…

La coltivazione dello zucchino iniziò a diffondersi in Europa a partire dal XVI secolo.
In Italia la produzione è diffusa soprattutto in Sicilia e in Lazio; in Emilia Romagna viene raccolto il 4% della produzione nazionale.

Molte sono le varietà, ovviamente, ma, in ogni caso, lo zucchino è un ortaggio rinfrescante, leggero e facilmente digeribile. Si trova sul mercato sia in primavera che in autunno e può essere consumato sia cotto che crudo, vista la massima digeribilità. Cotto, può essere: bollito, fritto, gratinato, inserito in sformati e minestre. Crudo, usato in insalate.

La variante ulteriore che offre lo zucchino ripieno deriva molto probabilmente proprio dalla sua versatilità. A seconda della regione in cui viene prodotto, il ripieno varia: può infatti essere costituito da carne, pesce, formaggi. Può essere utilizzato lo zucchino intero o le sue due metà.
In ogni caso, sicuramente, lo zucchino ripieno è un prodotto dovuto alla saggezza del/della cuoco/cuoca e all’antica economia domestica che ingiungeva di non buttare via nulla.

Nel caso bolognese, se rimaneva della carne, questa veniva tritata finemente e, dopo essere stata amalgamata con altri ingredienti saporiti, introdotta nello zucchino precedentemente svuotato della polpa. Tale prodotto veniva poi scottato in padella e con l’aggiunta di salsa di pomodoro veniva ulteriormente “ammorbidito” con una lenta cottura per accontentare tutti i palati.
In questo modo, infatti, il piatto era completo: con una sola portata si risolveva un secondo piatto che includeva anche la componente vegetale.

E, soprattutto, niente era stato sprecato!

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