VIRTUS. La Società che ha inventato lo sport a Bologna

gloriosa formazione storica Virtus
La Società “madre” nacque nel 1871 in un’aula delle Scuole Tecniche di San Domenico, grazie ad un’iniziativa di Emilio Baumann (l’allora “guru” della ginnastica”) e di sei suoi discepoli.
Anche a Bologna, infatti, sempre di più si stava fortunatamente diffondendo la convinzione che l’educazione fisica fosse fondamentale per i giovani.

Il primo nome che assunse il nuovo sodalizio fu quello di Società Sezionale di Ginnastica in Bologna; l’emblema prescelto era costituito da quattro F incrociate che stavano per: forte, franco, fermo, fiero ovvero le virtù che dovevano appartenere al vero ginnasta.

Il tempo passò ma non la fortuna della Società e nel 1899, in occasione del Concorso nazionale di Roma, il nome cambiò in Virtus Società Ginnastica Educativa di Bologna. Poi, tante cose successero e tante furono le fusioni con altre realtà.
Dal 1945 tuttavia il nome Virtus comparve poi definitivamente, anche se affiancato ad altri.

Nei suoi primi trent’anni di vita, dunque, la Virtus diede vita a tutti gli sport: dalla ginnastica all’atletica; dalla scherma al tiro a segno, dal nuoto alla lotta e via dicendo. La Virtus pallacanestro (allora si chiamava “palla al cesto”) nacque intorno alla fine degli anni Venti del Novecento. Primi teatri delle competizioni furono Santa Lucia e la ex Sala Borsa. Le squadre antagoniste erano, tra le altre, quelle del GUF universitario, della Pro Juventute e la Fortitudo di via San Felice (ah, gli amati-odiati “cugini”…).

Finita la seconda guerra mondiale, negli anni Cinquanta, finalmente la pallacanestro bolognese acquisì il suo “tempio”: il Palasport di piazza Azzarita. Erano nate nuove regole, schemi, abbinamenti; i giocatori venivano anche dall’estero e portavano novità importanti. Purtroppo e come sempre, si verificarono alterne fortune, ma il tifo non abbandonò mai la squadra.

Gli ultimi anni hanno visto rinascere il prestigio del team dopo un decennio circa di buio. Scomparsi, purtroppo, i vecchi protagonisti, ora esiste una Fondazione presieduta da Renato Villalta e con lui il gioco ha riacceso una passione un po’ sopita ma mai sepolta nei tanti sostenitori. Tutto fa sperare che presto la squadra riconquisterà un posto degno del suo grande passato!

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