VELLEDA CESARI: UNA CAMPIONESSA OLIMPICA DA NON DIMENTICARE

Velleda Cesari

La prima donna a vincere una medaglia d’oro per l’Italia fu, nel 1936, Trebisonda Valla, detta Ondina, che fu premiata a Berlino per essere giunta al prestigioso traguardo nella gara degli ottanta metri ostacoli. La Valla era bolognese. Altre atlete bolognesi hanno partecipato ai giochi olimpici e con buoni risultati personali, ma assurgere ad un podio non è facile…

Una campionessa felsinea che non viene sufficientemente ricordata e che ha dato un bronzo all’Italia nel 1960 con il fioretto a squadra è Velleda Cesari (Bologna, 1920 – Genova, 2003).

Lo sport bolognese non ha mai avuto una grande tradizione in fatto di scherma femminile, nonostante ciò, tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Quaranta del secolo scorso la giovane Velleda Cesari conquistò il titolo italiano nel fioretto individuale per tre edizioni consecutive: 1939, 1940, 1941. Poi, la tragedia della seconda guerra mondiale e la sospensione delle gare. Nel 1946, al termine del conflitto, il ritorno fu di grande soddisfazione: il titolo italiano fu infatti di nuovo suo. Nel 1948, già nazionale e più volte vincitrice di tornei internazionali, fu inclusa tra i partecipanti a quell’Olimpiade. Purtroppo, forse sotto la tensione per la grande responsabilità, la giovane fiorettista fu eliminata nei primi assalti e non riuscì a qualificarsi. Nelle successive edizioni di Helsinki (1952) e di Melbourne (1956) fu riconvocata e ottenne buoni risultati, ma non arrivò al podio. Nel frattempo, aveva partecipato ai mondiali di Lisbona, Copenaghen, Bruxelles, Lussemburgo, Roma e Parigi gareggiando nel fioretto a squadre con ottimi piazzamenti: a Parigi nel 1957 ottenne l’oro e il titolo internazionale. Sue compagne di squadra erano giovani atlete emergenti, tra le quali Irene Camber. Ma l’ultima sfida l’attendeva ancora: le Olimpiadi di Roma. Ormai quarantenne ottenne finalmente il coronamento della sua luminosa e brillante carriera. La squadra italiana composta oltre che da lei da Camber, Ragno, Colombetti e Pasini conquistò la medaglia di bronzo. Velleda Cesari offrì il suo grande contributo fatto di esperienza e di stile: finalmente la medaglia cercata per tanti anni fu sua.

Abbandonata l’attività agonistica dopo quattro Olimpiadi e undici campionati mondiali, rimase nell’ambiente e si dedicò ad arbitrare gli incontri di scherma. Nella vita fece l’insegnante di italiano e latino. Visse lungamente a Genova dove morì nel 2003.

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