Re Enzo: la vita prima della leggenda

Re Enzo

Re Enzo (fondo Brighetti)

Il 1249 e la battaglia di Fossalta segnano la svolta definitiva nella vita di Enzo, re di Sardegna.
Da quel momento inizia la sua prigionia a Bologna, dove poi morirà nel 1272. Tutti conosciamo la sua vicenda da quel momento in poi, la sua leggenda, che sconfina, a volte, nel vero e proprio mito.
Ma, prima? Qual era stato il suo percorso, qual era stata la sua storia?

Heinrich di Hohenstaufen nacque probabilmente a Cremona nel 1220, frutto di una relazione tra l’imperatore Federico II e Adelaide di Urslingen, ma sulla madre molte sono le ipotesi degli storici. Per non confonderlo con il fratellastro che portava lo stesso nome ma era il primogenito legittimo del padre e di Costanza d’Aragona, venne chiamato Heinz, poi italianizzato in Enzio o Enzo.

Di bell’aspetto, fu soprannominato il Falconcello, non tanto per la grazia della persona, ma soprattutto per la rapidità, per il coraggio e forse anche per la “disinvoltura” che mostrava nelle azioni militari. Come noto, comunque, amava la falconeria come il padre.

Giovanissimo, nel 1238 sposò per ragioni dinastiche Adelasia di Torres, vedova del re di Gallura Ubaldo Visconti. Divenne così re di Torres e di Gallura finchè il padre imperatore non lo nominò re di Sardegna. Il matrimonio, non gradito al papa Gregorio IX che fino a quel momento aveva avuto la giurisdizione sull’isola, portò alla scomunica di Federico II e successivamente anche a quella di Enzo.

Stabilita la sua dimora a Sassari, dove tuttora esiste il palazzo da lui abitato, Enzo restò in Sardegna pochi mesi. Nel luglio 1239 il padre lo nominò vicario imperiale, facendolo di fatto diventare figura di riferimento dei ghibellini e protagonista delle lotte che infuriavano su tutto il territorio italiano tra sostenitori dell’Impero, Comuni e Papato. Nel frattempo, nel 1246, il matrimonio con Adelasia venne annullato, anche se – di fatto – Enzo si considerò per sempre sovrano di quelle terre.

Le campagne militari alle quali il giovane re partecipò furono davvero tante: nelle Marche; in Romagna (dove prese parte all’assedio di Ravenna e a quello di Faenza); nel Piacentino, in Piemonte e in Liguria; avanzò anche minacciosamente verso Milano. Nel 1248 dopo una sconfitta subita con le truppe di Ezzelino da Romano, fece ritorno a Cremona, dove assunse la podesteria della città e si sposò con una sconosciuta nipote di quest’ultimo.

Nella primavera 1249 i guelfi bolognesi attaccarono Modena ed egli si mosse in soccorso alla città dirigendosi verso il fiume Panaro. Il 26 maggio, a Fossalta, le sue truppe furono sconfitte e costrette alla ritirata.
Enzo fu catturato insieme a molti dei suoi soldati e, dopo una breve prigionia in alcune località limitrofe, il 24 agosto fu condotto a Bologna: il resto è noto…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.