Cinema da collezione

24.Via col Vento cartolina

Via col vento

Cinema Mon Amour…
Ogni anno, in questo periodo, è sulle prime pagine dei giornali italiani e stranieri quale protagonista assoluto della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il festival più antico del mondo. Ci sembra questa l’occasione giusta per celebrare la tanto amata settima arte…naturalmente dal nostro punto di vista.

Genus Bononiae annovera tra le sue collezioni un importante fondo donato dal collezionista bolognese Antonio Brighetti che include un considerevole numero di materiali sulle origini del cinema a Bologna, in particolare sul cinema muto.

Da qui l’idea di digitalizzare e mettere online i “pezzi” più significativi per realizzare due piccole mostre virtuali sulla nostra pagina facebook: un racconto attraverso cartoline, libretti di sala e fotografie dai primi cinematografi al corredo pubblicitario.

Un “tesoro” che, per la sua unicità, aveva già destato l’attenzione di Elena Nepoti dottoranda in Cinema, Teatro, Musica presso il Dipartimento di Arti Visive, Performative e Mediali (DAR) dell’Università di Bologna, che ci ha aiutato nella selezione e identificazione del materiale.
Elena non è solo esperta dell’argomento ma anche della nostra collezione che ha consultato ed esaminato con un lavoro certosino ai fini della sua tesi La storia del cinema muto a Bologna attraverso la documentazione d’epoca. Protagonisti, imprese, spettacoli e luoghi per la gestione dell’immaginario della società urbana.

A questo punto lasciamo la parola a Elena che ha gentilmente scritto per il nostro blog una breve presentazione di questa collezione per noi molto speciale:
La collezione Brighetti, conservata presso l’Archivio della Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, annovera fra gli altri un fondo di circa 200 pezzi relativo al cinema a Bologna, costituito da materiali compresi nell’arco cronologico che va dal 1896, con la notevolissima testimonianza del primo programma di uno spettacolo cinematografico a Bologna, sino agli anni Sessanta. La varietà dei materiali conservati restituisce la complessità del corredo pubblicitario prodotto per il lancio dei film; ed oltre ad un gran numero di brochures e cartoline, libretti di sala e fotografie, nella collezione si trovano anche alcune fatture dei distributori cinematografici locali, biglietti d’ingresso e i programmi réclame stampati dagli stessi cinematografi. Tutti questi documenti, anche le fatture ed i materiali meno pregevoli dal punto di vista estetico, e più in generale tutti i documenti extra-filmici sono di grande importanza per la ricostruzione delle vicende del cinema muto locale, perché i film e gli archivi delle ditte dell’epoca sono andanti oggi in gran parte perduti. Davanti ad un panorama così lacunoso e frammentato, qualsiasi traccia ha un valore non solo per il collezionista, ma anche per lo storico del cinema.

Elena Nepoti, dottorata in Cinema, Teatro, Musica presso il Dipartimento di Arti Visive, Performative e Mediali (DAR) dell’Università di Bologna.

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