Mario Finzi e la Sinagoga di Bologna

Sinagoga di Bologna interno
L’attuale tempio israelitico di Bologna si trova in via Mario Finzi, nel pieno centro storico cittadino. Fu inaugurato il 4 novembre 1928 su progetto di Attilio Muggia: si componeva di una sala quadrata divisa in tre navate, con volte a crociera culminanti in un lucernaio ellittico e pareti decorate in stile Liberty.
Nel 1943, durante un furioso bombardamento, l’edificio fu distrutto e dopo la fine della guerra fu ricostruito su progetto di Guido Muggia, che rivisitò in chiave più moderna quanto aveva realizzato il padre, pur conservando l’impianto originario.

Come abbiamo visto, la facciata si apre su via Mario Finzi, che si trova tra via Portanova e via Barberia e che, fino al 1953, si chiamava vicolo Tintinaga. Per chi non conoscesse la storia di Finzi, diamo di seguito qualche informazione.

Mario Finzi nacque a Bologna nel 1913 da famiglia di religione ebraica. Magistrato, pianista e musicista, dovette trasferirsi a Parigi quando, nel 1938, le leggi razziali fasciste gli preclusero la carriera legale. Tornato in Italia nel 1940 per rinnovare il visto, al momento della dichiarazione di guerra, fu impossibilitato a ripartire. Costretto a trovarsi una diversa occupazione, iniziò ad insegnare alla scuola ebraica di Bologna e, tra il 1940 e il 1943, si impegnò come delegato della DELASEM (organizzazione per l’assistenza dei rifugiati correligionari in Italia).

Antifascista e antinazista, durante la Resistenza simpatizzò per la formazione Giustizia e Libertà e fu coinvolto nell’esperienza di Villa Emma, a Nonantola, dove venne ospitato un gruppo di orfani ebrei provenienti dai più diversi Paesi europei. Fu un loro insegnante e innumerevoli volte percorse il tragitto tra Bologna e Nonantola rischiando sempre la vita.

Dopo l’8 settembre 1943 e a seguito dell’occupazione tedesca, la sua attività clandestina crebbe ancor di più. Fu arrestato il 31 marzo 1944 mentre si recava in ospedale per visitare un ragazzo suo protetto. Fu rinchiuso nel carcere di San Giovanni in Monte e poi trasferito a Fossoli, da dove nel maggio dello stesso anno fu deportato nel campo di Auschwitz Birkenau.
In quel campo trovò la morte a soli trentuno anni.

Per ricordarlo, nel 1953 il Consiglio Comunale di Bologna deliberò di intitolare a lui la strada su cui si affaccia, come già ricordato, la Sinagoga di Bologna.
Per non dimenticare…

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