Luigi Zamboni, il primo martire della libertà italiana

Luigi_Zamboni
Via Zamboni è proprio sotto le Due Torri, è il cuore pulsante della nostra Università e fino al 1867 era conosciuta come Strada San Donato. Ma perché cambiò nome? E perché porta quel nome?

Luigi Zamboni era uno studente di Legge dell’Alma Mater. Insieme a Giovanni Battista De Rolandis viene considerato il primo martire della libertà italiana e del Risorgimento.

Luigi era nato il 12 ottobre 1772 a Bologna, era figlio di Giuseppe, commerciante di stoffe in via Strazzacappe, e di Brigida Borghi. Era piuttosto alto, robusto, con capelli ribelli, grandi occhi e grandi labbra; il suo sguardo era vivace e la parlantina assai sciolta. Fin da ragazzo soleva interrogare i viaggiatori stranieri che si recavano presso il magazzino del padre e presto si appassionò alle vicende che infuocavano la Francia. Fece sue le motivazioni di quel popolo e si convinse che Bologna doveva affrancarsi dal dominio pontificio, doveva riavere l’antica autonomia.

Ben presto entrò in contatto con l’ambiente rivoluzionario e iniziò una vita assai avventurosa fuori dalla città: fu in Francia, in Corsica e a Roma. Dopo aver partecipato ad una serie di missioni segrete sotto falso nome e dopo essere venuto in contatto con esponenti della massoneria, tornò a Bologna e raccolse intorno a sé alcuni studenti, giovani laureati e uomini di strada, tutti contrari al governo assolutista e antidemocratico dello Stato Pontificio.
La madre condivideva il suo innato patriottismo e confezionò coccarde tricolore alla moda francese, sostituendo il verde all’azzurro. Insieme al De Rolandis, Zamboni assunse il comando di questa piccola formazione ed iniziarono a scrivere e distribuire manifesti.

Nella notte tra il 13 e il 14 novembre 1794 diedero vita ad una sommossa che non ebbe esito positivo. Zamboni e De Rolandis vennero catturati nei pressi di Firenzuola e vennero rinchiusi a Bologna, nel carcere del Torrone. Luigi fu trovato impiccato nella sua cella il 18 agosto 1795 in circostanze mai chiarite; De Rolandis venne portato alla forca l’anno successivo, dopo aver subito crudeli torture.
Qualche anno dopo, il ministro napoleonico Antonio Aldini, anche lui bolognese, propose la coccarda con il primo tricolore del nostro Paese indossata da Zamboni, che lui aveva fortunosamente salvato, come bandiera nazionale italiana.

E Carducci scrisse:
Le mie vittoriose aquile io voglio
piantar, dove moriva il tuo Zamboni
A i tre color pensando;
e vo’ l’orgoglio de’ tuoi garzoni…

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