L’arte degli strumenti musicali automatici di fabbrica bolognese

Piano a cilindro Simoni

Piano a cilindro con automi costruito da Gaetano Simoni, Bologna (1900-1910)

Dal 23 al 25 gennaio 2015, in occasione di Arte Fiera e Art City Bologna, Casa Sarceni, sede della Fondazione Carisbo e primo tassello del percorso Genus Bononiae, organizza una piccola esposizione di strumenti musicali automatici che rappresenta un corollario della mostra Da Cimabue a Morandi. Felsina Pittrice a Palazzo Fava dal14 febbraio al 17 maggio 2015.
Un’occasione per mostrare alcuni strumenti di fabbrica bolognese che provengono da una delle collezioni più importanti d’Europa nel suo genere: la Collezione Marini.

Nella prima sala sono esposti quattro Piani Melodici, una fortunatissima invenzione di Giovanni Racca, originario di Cuneo ma attivo a Bologna, in via Milazzo, a partire dal 1886. Pur essendo di diverso tipo (a coda, a tavolo e “orchestrion”), funzionano tutti mediante una meccanica con martelli a vibrazione continua che producono un suono dolce, con effetto di tremolo analogo a quello praticato sul mandolino. Il supporto musicale è un libro di cartone forato.
Piano_Melodico
Un Piano Melodico è presente anche nella Collezione Tagliavini presso il Museo di San Colombano.
Nella piccola sala in fondo, invece, è possibile ammirare due piani a cilindro costruiti da Gaetano Simoni, un artigiano bolognese. La sua fabbrica, in via Cairoli 14 (ex Orti Garagnani) e fondata nel 1885 ha cessato l’attività negli anni ’30 del Novecento. Era una delle poche fabbriche italiane di piani a cilindro che non si limitavano a rivendere pianoforti costruiti da altri ma costruivano in proprio tutte le parti.
Questi piani possono funzionare sia manualmente (con una manovella) che a motore (motore a molla). Supporto musicale è il cilindro chiodato che storicamente è il primo supporto musicale ad essere stato usato per scrivere meccanicamente la musica.

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