La battaglia di Porta Lame

Porta Lame, Bologna

Porta Lame, Bologna


Era l’inizio del novembre 1944
: i partigiani erano convinti che l’avvio dell’insurrezione contro le truppe naziste di occupazione fosse questione di giorni. Per questo motivo, dai primi del mese di ottobre, vari nuclei di gappisti e di militanti provenienti dall’intera provincia si erano riuniti in uno spazio concentrato tra i sotterranei dell’Ospedale Maggiore di via Riva di Reno (ormai quasi completamente distrutto dai bombardamenti alleati) e quelli di alcuni caseggiati limitrofi in via del Macello.

Erano armati di tutto punto: qualche tempo prima avevano assaltato un treno militare e si erano procurati munizioni di ogni tipo. Nei sotterranei dell’Ospedale avevano nascosto anche alcuni mezzi di trasporto che si erano fortunosamente procurati.

Il giorno 7 accadde un avvenimento inaspettato: i tedeschi scoprirono la base operativa e iniziarono un’azione militare per fare uscire i partigiani allo scoperto. Lo spiegamento di forze era davvero notevole: non solo fu impiegato un carro armato Tiger richiamato dal fronte, ma furono interessati reparti d’assalto. Da tutti gli edifici ricompresi nell’area (il Macello, il dopolavoro della Manifattura Tabacchi, il panificio comunale e le scuole “Fioravanti” ) si sparava.

Alcuni partigiani riuscirono ad aprirsi un varco in questo serrato accerchiamento e scapparono lungo il vecchio corso del Canale Navile dirigendosi verso altre basi presso il quartiere Bolognina. Altri rimasero tra le macerie dell’Ospedale e diedero vita ad una strenua resistenza, che presto si tramutò in un’azione di attacco. Riuscirono infatti a circondare le forze nemiche nei pressi di Porta Lame e a causare loro considerevoli perdite.

Questa battaglia viene ancora oggi ricordata come lo scontro più importante tra partigiani e nazifascisti dentro una città italiana.

In memoria di questo importante episodio, nel 1947 lo scultore Luciano Minguzzi realizzò due statue in bronzo raffiguranti due partigiani, che furono collocate presso l’antica Porta nel 1986.
E sapete da dove proveniva il bronzo? Dalla fusione della statua equestre di Benito Mussolini che durante il fascismo dominava sullo stadio comunale.

Quando si dice: corsi e ricorsi storici…

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