Curiosità in Via Santo Stefano: visita guidata dal museo alla città

Via Santo Stefano, Bologna

Via Santo Stefano, Bologna

Via Santo Stefano è una delle strade più ‘nobili’ della città, sia perché vi si affacciano bellissimi palazzi sia perché vi hanno vissuto alcune tra le più aristocratiche famiglie bolognesi.
Ma tra le splendide facciate e i più nascosti cortili, vogliamo ricordare due curiosità.

 

 

Piazza Santa Tecla, Bologna

Piazza Santa Tecla, Bologna

La prima riguarda lo slargo dove via Farini prosegue poi come via Santo Stefano, all’altezza di Palazzo Bonora.
Quello spiazzo era conosciuto nel passato anche come Piazza Santa Tecla.
L’antica chiesa che portava questo nome e che si trovava in quel punto venne soppressa dal Cardinale Paleotti nel 1566 e abbattuta nel 1798.
Nel 1867 la Società del Duttour Balanzon si incaricò di rinverdire i fasti del Carnevale a Bologna a partire dall’anno successivo.
A tale progetto aderirono illustri cittadini come i Conti Salina, il Marchese Albergati Capacelli e molti altri. Venne deciso che i carri mascherati sarebbero partiti da porta Santo Stefano per sfilare poi lungo il centro fino a Piazza 8 Agosto 1848, nella quale sarebbero state costruite grandi scenografie. La Piazza Santa Tecla era uno dei luoghi dove il popolo sostava numeroso proprio per assistere al passaggio dei carri mascherati.

Piazza San Biagio, Bologna

Piazza San Biagio, Bologna

La seconda è invece relativa a quella zona della via conosciuta come I Garganelli.
Lo slargo è di fronte a Palazzo Sanguinetti (già Vizzani e Ranuzzi, poi Lambertini), in via Santo Stefano n.43. Anticamente era denominato Piazza San Biagio poiché in quel luogo si trovavano appunto la chiesa e il convento di San Biagio dei Padri Agostiniani (alcune parti del chiostro –tamponate- sono ancora oggi riconoscibili). Al n.38 di via Santo Stefano sorgeva poi l’omonimo Ospedale, detto anche di Santa Maria dei Servi, fondato nel 1324 da una Confraternita di Laudesi con il sostegno del Comune, per accogliere pellegrini e ammalati. Fino alla seconda metà del Cinquecento vi si trovava anche un cimitero che portava lo stesso nome. Furono i potenti membri della famiglia Vizzani, allora proprietari dello splendido edificio, a far eliminare il cimitero, che si trovava proprio sotto le loro finestre. Il toponimo Garganelli, ancora molto usato a Bologna, deriva invece da un grande esercizio commerciale che vi si trovava nella prima metà del Novecento.

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