A passeggio per Via Galliera

Quando via dell’Indipendenza non esisteva e cioè fino al tardo Ottocento, era via Galliera la strada più nobile di Bologna che percorreva chi entrava in città da nord. Anche in questo caso, come già abbiamo fatto per Via Santo Stefano, vediamo di trovare qualche curiosità che non riguardi in modo particolare i bellissimi palazzi che si incontrano sul percorso che dalla Porta arriva in centro.

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Veduta della Chiesa di S. Benedetto de’ Minimi, e Porta della Strada di Galiera in Bologna; firmato Pio Panfili Pittore

Prima di tutto, a sinistra, troviamo la chiesa di San Benedetto che ha ora il fronte su via dell’Indipendenza, ma che in origine aveva la facciata su via Galliera. Nel 1892, in occasione dei lavori di completamento della nuova strada che collegava Piazza Maggiore con la stazione ferroviaria, il prospetto della chiesa venne fatto ruotare di ben 180°. Ancora oggi, passandovi davanti, se si guarda attentamente, si può notare l’aspetto singolare di quella che è diventata un’abside.

Chiesa di San Bartolomeo di Reno e Madonna della Pioggia, Bologna

Chiesa di San Bartolomeo di Reno e Madonna della Pioggia, Bologna

Proseguiamo poi lungo i maestosi portici e, a destra, all’incrocio con via Riva di Reno incontriamo la graziosa piazzetta della Pioggia sulla quale si affaccia la Chiesa di San Bartolomeo di Reno e Madonna della Pioggia.
L’oratorio di San Bartolomeo (1204) e la sottostante chiesa ebbero una forte vocazione assistenziale che portarono avanti per oltre quattro secoli. Vi erano infatti ospitati pellegrini diretti a Roma e “poveri preti”. Nel XVI° secolo, vi venne creato un orfanotrofio per bambini che avevano perso i genitori a causa della peste e delle carestie. Nel 1367, durante alcuni lavori di scavo del canale che doveva fornire acqua al tratto delle Moline, fu rinvenuta un’immagine della Vergine, sulla quale fiorirono alcune “leggende”. Le circostanze miracolose del ritrovamento portarono il popolo a voler collocare l’immagine all’interno della chiesa ed ogni anno venne poi portata in processione. Non si sa quando venne collegata alla richiesta di pioggia durante i periodi di siccità, ma a metà del Cinquecento, ebbe inizio la tradizione di una grande processione che faceva il giro delle Quattro Croci ed era seguitissima dai Bolognesi. Nel 1561 Bologna venne colpita da una terribile siccità e il Reggimento autorizzò la processione per ottenere l’intercessione della Vergine conservata in questo tempio. Le preghiere del popolo vennero esaudite. Da allora l’immagine venne considerata ancor più miracolosa. Ecco così spiegata l’ origine della doppia denominazione dell’edificio: Chiesa della Madonna della Pioggia o di San Bartolomeo di Reno.
Sempre a destra, vi sono la bellissima chiesa di Santa Maria Maggiore e il Palazzo Aldrovandi Montanari. Oggi, di fronte, si trova l’antica Scuola Bolognese di Alessandra Spisni, che insegna e promuove la cucina della nostra città. Fino al 1895 al posto di quello stabile ne sorgeva un altro, conosciuto come lIstituto dell’Immacolata.
La casa ad un piano fu di Lippo Ghisilieri e le cronache cittadine tramandano che, per una vendetta, nella notte del 12 agosto 1547, fu minata da certo Antonio Massini, altrimenti conosciuto come capitano Gramigna (come l’erba cattiva). L’attentato andò talmente a buon fine, che perfino l’attentatore rimase ucciso. Un servo, considerato traditore, venne impiccato e il suo cadavere fu dato in pasto ai cani.

Capitello del Palazzo Giovanni Bentivoglio

Particolare del Capitello di Palazzo Giovanni Bentivoglio

Più oltre ancora, a destra, più o meno di rimpetto all’attuale Palazzo Conforti, si trova la Casa Bellei, ricordata anche come Casa delle Tuate. In una colonna vi è un capitello che proviene dal famoso “guasto” Bentivoglio, ovvero dal distrutto palazzo di via Zamboni, sede della signoria bolognese. Nel capitello si trova il ritratto di Giovanni II, l’ultimo della sua dinastia a regnare in città. Visitando il Museo della Storia di Bologna a Palazzo Pepoli, si può ammirare in un piccolo dipinto quello che era l’aspetto dello splendido palazzo.

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